TECNICA METAMORFICA

La tecnica metamorfica non è da confondere con le tecniche di supporto indicate in una delle pagine del mio blog.

L’esperto di riflessologia plantare Robert St. John mise a punto questa tecnica negli anni ’60. Aveva scoperto che in alcuni punti dei piedi (ma anche sulle mani e sulla testa) è riflessa la nostra vita nell’utero materno.

Stimolando questi punti è possibile operare una metamorfosi che libera le persone da blocchi e traumi risalenti ai nove mesi di gestazione nell’utero materno.

Questa scoperta fu estremamente importante per sbloccare, attraverso il piede e quindi anche con un trattamento di riflessologia plantare integrata in aggiunta, eventuali disturbi legati ai traumi infantili, di quanto si era bambini o semplicemente del passato.

Considerate che il più delle volte, i blocchi emotivi e fisici che si manifestano da adulti sono schemi ripetuti di disagi infantili non elaborati.

Fino a qui, sono elementi più o meno a conoscenza di tutti, invece quando parlo della tecnica metamorfica e dello studio dei traumi derivati dai 9 mesi di gestazione nell’utero materno, spesso mi sento dire di non aver mai pensato a quel periodo lì.

Il rapporto materno è un legame karmico determinante anche in seguito al parto, ma non per questo permanente.

Mi spiego meglio: i traumi si possono trasformare in occasioni, affinché l’energia che ne deriva sia la forza motrice per indirizzare l’amore verso noi stessi e successivamente verso il prossimo

Lavorando con la riflessologia plantare John aveva intuito che molti mali del corpo riflessi nei piedi potevano essere messi in rapporto con un blocco dei riflessi spinali

Sappiamo che i punti riflessi sulla colonna vertebrale corrispondono al sistema nervoso; con la tecnica metamorfica andrò quindi a rilassare il sistema nervoso e ad intervenire dal tallone (rappresenta la relazione con il principio materno) all’alluce (rappresenta la relazione con il principio paterno).

Tra i 2 principi, ovvero il tallone e l’alluce, scorrono i 9 mesi di gestazione del bambino.

Il trattamento lo eseguirò attraversando energicamente i piedi e soffermandomi su quei punti che riterrò più ostici: li potrebbe essere un blocco energetico su cui ‘sostare’ per sciogliere il nodo.

Vi elenco di seguito i punti che tratto utilizzando questa tecnica e riferendomi ai 9 mesi di gestazione:

  • pre-concepimento
  • concepimento
  • post-concepimento
  • movimento
  • prenascita
  • nascita

Il trattamento richiede circa 20 minuti e cerco di non associarlo mai, nella stessa seduta, a uno di riflessologia plantare in quanto risulterebbe un carico energetico eccessivo per la persona che ha necessità di elaborare quanto emerso

Prima segue sempre un colloquio conoscitivo che mi permette anche di comprendere se è il caso o meno di approfondire certi temi con la persona che si rivolge a me

…il piano energetico…

Come specifico sempre, anche nelle altre pagine del blog, effettuo trattamenti, consulenze e tecniche di supporto, solo dopo un colloquio conoscitivo; ciò mi consente di mettere a punto un piano energetico per il paziente.

Piano energetico che potrò modificare nel tempo a seconda delle esigenze e dello stato di salute della persona. 

Propongo un piano di ri-equilibrio energetico che prevede la conclusione del percorso assieme rendendo la persona autonoma nel sapersi prendere cura di sè.

Magari avrà bisogno, ogni tanto, di qualche incontro di ‘mantenimento‘ ma nulla di più.

Tra me e le persone che vengono presso il mio studio, stabilisco fin da subito un patto di responsabilità e presa di coscienza di sè, dove l’obiettivo ultimo è far si che la persona si voglia sempre più bene a tal punto di saper prendere totale coscienza del proprio Sè, sotto ogni punto di vista: emotivo, fisico, mentale e animico.

Sara D’agostini

Dott.ssa in biologia specializzata in ecologia – Consulente, Naturopata, Floriterapeuta (fiori di Bach), Riflessologa plantare (integrata), Cristalloterapeuta, Pranoterapeuta e Terapeuta Spirituale


twitter: @medicinacineseS

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